Ticino Turismo vs Arrampicata Sportiva

Ticino Turismo vs Arrampicata Sportiva

Qualche giorno fa stavo tranquillamente digerendo la mia cena (super light) guardando la televisione e mi sono imbattuto in un interessante servizio: a essere intervistato era il direttore di Ticino Turimo che parlava della stagione turistica alle porte. Nonostante le previsioni siano tutt’altro che rosee (colpa del franco forte… che tra le altre cose causa anche il buco dell’ozono e fa cadere i capelli) il Ticino ha una nuova arma per contrastare la perdita di turisti: un nuovo sito internet snello, allettante e interattivo. Come sempre non ero molto lontano dal PC e senza perdere tempo mi sono collegato a www.ticino.ch.

Il sito è effettivamente interessante, funzionale e con belle foto/filmati. Personalmente ho però il dubbio che il turista “tipo” che giunge in Ticino (il 70enne olandese che con la roulotte fa il passo del Gottardo in prima) possa perdersi nel marasma di “scopri” ma, non essendo io un esperto di Marketing, questo non posso giudicarlo.
Quello che mi ha incuriosito era capire se le offerte turistiche erano orientate solo verso le attività classiche (bagnetto nel lago, gelato e se va bene ci scappa un boccalino di merlot – che per inciso non è nemmeno una vera tradizione visto che il vino si beve nel “tazzin“) oppure se c’era spazio pure per altri tipi di offerte (la famosa differenziazione dell’offerta turistica).
Chiaramente il mio interesse era capire se l’arrampicata (come pure altre attività sportive come il canyoning) veniva presa in considerazione quale possibile nicchia di mercato oppure se si continuava a ignorarne il crescente interesse da parte di molti turisti che scelgono il Ticino proprio per questo. E così: clicca, clicca, scopri, scopri (ATTENZIONE: da qui in poi è VM18) ed ecco che mi trovo sulla bellissima pagina dedicata all’arrampica sportiva.

Sito internet ufficiale

Sito internet ufficiale

Che l’arrampicata non fosse proprio super conosciuta alle nostre latitudini lo sappiamo tutti ma che Ticino Turismo non riesca a trovare qualcuno che riesca a scrivere un paio di righe decenti, da abbinare poi a delle foto carine, lo trovo abbastanza deludente (e quasi imbarazzante). Già etichettare l’arrampicata sportiva come “sport estremo” (definizione di derivazione bonattiana) fa arricciare il naso ma questo è solo l’inizio di questo tunnel degli orrori travestito da messaggio promozionale.

“Dal termine inglese abseling o rappeling, la discesa in corda doppia è una comune pratica utilizzata nell’arrampicata libera per superare in sicurezza ostacoli pericolosi.”
Solamente dalla prima foto capiamo che chi ha scritto questa pagina non ha mai visto un paio di pedule (neanche da lontano): noi ci aspettavamo David Graham su Coup de Grace o Fred Nicole su Dreamtime e invece ci ritroviamo due allegri micologi attaccati a una scala di ferro. Le altre due foto (pressoché identiche, sgranate e con uno strano effetto “fish”) perlomeno ritraggono qualcuno che sta effettivamente arrampicando (Sass Palazz ai Denti?) ma di certo non sono una gran pubblicità: un arrampicatore sale da secondo quella che sembra una placcaccia mentre in dieci sono spaparanzati appena sotto a fare picnic… queste foto dovrebbero farmi venire voglia di scalare in Ticino? Quasi rimpiango le foto dell’album di famiglia Cugini. Nonostante questi segnali premonitori non ho desistito e mi sono immerso nella lettura di questa pagina. Andiamo quindi a scoprire quali altre sorprese ci riserva il sito di Ticino Turismo.

@Ticino Turismo

@Ticino Turismo

Sorvoliamo sul fatto che debbano spiegare dove sia il Ticino, tralasciamo la storia del team building e passiamo direttamente all’offerta “Abseiling“: qui dalle risate amare passiamo direttamente ai pianti singhiozzanti e all’alcoolismo.
Oltre a non essere esperto di marketing non sono nemmeno un linguista però perché scomodare la lingua di Shakespeare con l’inglesizzazione di termini chiaramente tedeschi (“Abseilen“) e francesi (“Rappel“) quando il termine italiano (“discesa in corda doppia”) fa benissimo il suo lavoro? In inglese è più cool? Purtroppo questo è solo l’incipit di un disastro giornalistico-sportivo: non so bene come se la immaginano una discesa in corda doppia ma la vedo dura che una calata possa “permette all’arrampicatore di superare un ostacolo pericoloso”. Che l’arrampicata venga fatta in discesa? Mah! Inoltre mi sa che sto passando troppe serate a Caurì visto che non mi sono accorto di come la corda doppia (anzi l’Abseiling) sia diventato uno “sport alla moda” (da praticare sempre e comunque con l’immancabile Guida Alpina patentata, diplomata e ben pagata)… in effetti per recuperare il tempo perso a breve fonderemo il primo Abseiling Club Caurì (ACC) e poi andremo alle Olimpiadi di corda doppia.

“In Ticino troverete anche spazi artificiali, dove è possibile praticare lo sport dell’arrampicata in tutta sicurezza grazie alla presenza di cavi, corde e chiodi.”
Il resto dell’articolo scorre quasi liscio anche se la pochezza di informazioni è disarmante (come unica possibilità di arrampicata si cita la “palestra” di San Paolo giusto per dare un esempio). Come però perdersi la chicca dell’arrampicata artificiale (intesa come arrampicata su strutture artificiali – quindi in palestra) che si pratica su cavi, corde e chiodi? Chiederemo poi al Caco se possiamo piazzare un qualche Piton e magari un bel cavo inox sotto la prua dell’Evolution!!!
Sinceramente spero che le altre sezioni del sito di Ticino Turismo siano state create con più cura, altrimenti prevedo tempi davvero grigi per la nostra industria del turismo.

@Ticino Turismo - ticino.ch

@Ticino Turismo – ticino.ch

Volendo ampliare la discussione e pensando all’esempio di altre realtà (Arco di Trento, Finale Ligure, Sardegna o Kalymnos per citare le più conosciute) anche in Ticino si potrebbe puntare di più su attività “outdoor” quali arrampicata, canyoning, rampichino, eccetera. Sono mercati in espansione che permetterebbero di attirare turisti anche al di fuori della stagione estiva; la domanda che ci possiamo porre è se noi “locals” abbiamo interesse che si punti in tal senso. Da una parte sicuramente può essere utile vedere che la nostra attività sportiva ottenga più riconoscimento. Immaginate per esempio se al posto della falesia di Arcegno/Gufetto ci fosse stato un campo da calcio: l’accesso sarebbe ancora vietato? Inoltre sarebbe bello per una volta non sentirsi chiamare “scimmie” (o peggio) da parenti e amici quando si dice di passare i week end attaccati ai sassi!
D’altro canto una maggiore frequentazione delle falesie porta grosse problematiche ambientali (pupu e rüt) e di coabitazione con la popolazione locale (posteggi, campeggio, ecc) che non sono facilmente risolvibili e anche dalle nostre parti, nonostante il numero di arrampicatori sia di certo inferiore rispetto ad altre aree europee, siamo già confrontati con problemi di questo tipo.

In ogni caso l’arrampicata sembra venir ancora vista (almeno in Ticino) come un’attività un po’ aliena: un misto tra alpinismo cool (da fighetti) e parco avventura, senza capire che negli ultimi 30 anni in Europa (ma non solo) si sia passati da uno sport per pochi “matti” a una normale attività sportiva con molti praticanti (si parla di vari milioni solo in Europa), delle regolari gare e un movimento come per ogni sport “tradizionale”.

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Sono Züghi e sono un'aquila di Sotaregn...

11 comments

  • http://www.ticino.ch/it/commons/details/Bouldering/97180.html
    Sulle foto della pagina ispirazionale (in buon italiano della Costa dei Barbari?) del bulder si vedono solo i posteriori di persone in un qualche modo attaccati a dei sassi, e questo su foto deformate. Che ispirazionismo!
    Un idea di partenza sarebbe quella di acquistare qualche foto da fotografi che hanno collaborato con le guide citate, che contengono belle foto.

  • Mia ma tra l’altro: Patrick Berhault oltretutto scala da SECONDO su un 6c e senza maglietta 🙂 Furtisim

  • Buongiorno a tutti!

    Cari amanti dell’arrampicata ieri ho avuto modo di leggere l’articoletto pubblicato sul vostro sito. Tanta partecipazione non può che sottolineare la passione e l’interesse che coltivate per questo magnifico sport.

    Effettivamente la scheda oggetto di tante critiche non è difendibile. È stata realizzata molti anni orsono, fa parte di un database con oltre 10mila schede diverse e non è stata verificata da tempo. Per questo motivo l’autore dell’articolo ha dovuto seguire tanti passaggi prima di trovarla sul sito ticino.ch (non vi è nessun lancio da alcuna pagina: ora l’abbiamo archiviata).

    Sul nostro sito trovate invece diversi lanci legati al tema arrampicata. In primo luogo presentiamo, in varie sezioni del sito (tra cui l’ispirazione per i giorni di pioggia) il Centro d’arrampicata Evolution (che prima ancora dell’inaugurazione ci ha fornito informazioni, testi tradotti in 4 lingue ed immagini. In secondo luogo presentiamo in varie sezioni il bouldering, che a detta di numerosi operatori turistici attivi nelle Valli risulta essere importante per l’economia (soprattutto) delle regioni periferiche. Da ultimo ci tengo a segnalare come l’offerta Canyoning è invece molto presente nelle varie sezioni del sito, trovate facilmente diversi riferimenti.

    Siamo ben coscienti che per presentare ancora meglio gli atout del nostro territorio, non possiamo che sviluppare delle sinergie con gli attori attivi sul territorio. In questo senso vi invito volentieri a prendere contatto diretto con me (in qualità di responsabile di questi prodotti turistici) in modo da presentare in maniera ideale le numerose opzioni a disposizione di coloro che amano l’arrampicata. Concretamente l’invito è quello di realizzare assieme una pagina “ispirazionale”, come ad esempio quella dedicata al “Ticino Outdoor” http://www.ticino.ch/travel-inspirations/outdoor.html.

    Nella speranza di sistemare la questione entro Pasqua, vi invito a scrivermi al più presto per fissare un incontro (o semplicemente fornirmi dei contenuti più adeguati (testo e soprattutto immagini).

    Grazie e a presto!
    Sportivi saluti, Timo
    timo.cadlolo@ticino.ch

  • La foto è su miss K la c’H? Allora è proprio al sass Palazz. Capisco l’interesse storico (primo 6c del Ticino e se la foto è scattata a Patrick Berhault allora è davvero storica), ciò non toglie che non è una foto “da copertina” (perlomeno nel 2015).

  • Condivido quanto scrivete, con appunto sulla foto commentata, scattata ad un certo Patrick Berhault che magari a quelli con qualche capello bianco dice qualcosa, su una via… “Miss K la c’H” di un certo Marco Pedrini… Entrambi sembra abbiamo fatto la storia dell’arrampicata… Boh…

  • Il CAS (in Ticino) si occupa di capanne-ristoranti!!!
    Propongo un’incontro con il gande GURU Elia Frapolli!!! A parlare é molto bravo !!

  • Dopo un primo momento di sbigottimento dinnanzi a cotanta debordante ignoranza e al successivo disorientamento neuronale causato dalla lettura di tali bestialità ho pensato… “che tolla”!
    È ormai assodato che i nostri uffici del turismo (ad esclusione forse di quello della Vallemaggia) non sanno un benemerito kazzo dello sport che pratichiamo e questa non è che l’ennesima dimostrazione della maniera “provincialotta” in puro Ticino style di come si gestiscono le cose qui al sud. “Parla quando pisa i occ”, verrebbe da dire.
    Comunque, sempre citando la saggezza pololare, “al bon da cagaa ghe pu merda”; infatti, ad esclusione di qualche sporadico contributo (solo dall’ente valmaggese), non abbiamo mai ricevuto il benché minimo aiuto finanziario. Non pretendiamo certo che ci vengano pagate le innumerevoli ore di lavoro in parete o sui sentieri d’accesso, ma visto che l’arrampicata viene riconosciuta come un’attività di richiamo turistico potrebbero, per lo meno, finanziarci il materiale. Sono curioso (anche se spero non succederà mai) di vedere cosa succederebbe in caso d’incidente a causa di materiale vetusto. Perché di soste pietose e pericolose in giro ve ne sono tante… e alcuni enti sono già sati informati, tuttavia… neanche un “ghello”!
    Mi si permetta anche un’altra piccola domanda provocatoria (che non centra molto ma mi preme in quanto mi skazza): e il CAS in dove cavolo sta? Quando si tratta di lucrare sul nostro lavoro, stampando guide e vendendole a peso d’oro, è in prima fila… poi però ha il braccino corto quando si tratta d’aprire il borsello. In tanti altri paesi d’Europa, anche molto meno facoltosi del nostro Ticino, i comuni e gli enti si adoperano affinché l’arrampicata venga effettivamente promossa e non giocano al T-rex.
    Prendiamo esempio!

    Comunque sia, bravi ragazzi dell’ente: ‘na gran bella figura demmmerda!!!

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