Incidente a Ponte Brolla (settore EST)

Incidente a Ponte Brolla (settore EST)

Come molti ricorderanno qualche settimana fa è avvenuto un grave incidente alla falesia di Ponte Brolla (settore EST). Riceviamo da Massimo Bognuda e pubblichiamo la probabile causa dell’incidente, sperando che queste informazioni possano prevenirne altri.

Situazione: il primo di cordata si trova impossibilitato a completare la via e decide di farsi calare da uno spit utilizzando una maglia rapida. Una volta inserita la maglia rapida (che si rivelerà non essere a norma EN) fa passare le due mezze corde che sta utilizzando per la scalata e si fa calare al suolo. Dopo qualche metro la maglia rapida cede e l’arrampicatore cade fino alla base della parete. La maglia rapida viene trovata aperta (ghiera svitata) e completamente piegata. Il materiale utilizzato (maglia rapida a parte) è tutto a norma e in buone condizioni.

1) Zona dove verosimilmente \`e stata inserita la maglia rapida. 2) Zona dove verosimilmente \`e iniziata la caduta. 3) Caduta stimata 5-10 m. 4) Zona di impatto col suolo. Fonte: Sgtc Castellani M.

1) Zona dove verosimilmente è stata inserita la maglia rapida. 2) Zona dove verosimilmente è iniziata la caduta. 3) Caduta stimata 5-10 m. 4) Zona di impatto col suolo. Fonte: Polizia Cantonale, Sgtc Castellani M.

Ipotesi: l’ipotesi più accreditata secondo la guida alpina Massimo Bognuda è che utilizzando due corde, quella che si trova più in alto sia andata a contatto diretto con la ghiera svitandola. Anche le vibrazioni generate dalla calata possono aver contribuito all’apertura della maglia rapida. Una volta aperta la ghiera, la resistenza della maglia rapida diminuisce drasticamente e in questo caso non era più sufficiente per sostenere il peso dell’arrampicatore.

La maglia rapida ritrovata e una seconda maglia rapida in possesso del primo di cordata. Fonte: Sgtc Castellani M.

La maglia rapida ritrovata e una seconda maglia rapida in possesso del primo di cordata. Fonte: Polizia Cantonale, Sgtc Castellani M.

Conclusioni: le maglie rapide, una volta svitate, possono diventare molto pericolose: può bastare il peso di un arrampicatore singolo a piegarle (con conseguenze anche molto gravi). Per questo invitiamo ad utilizzare un moschettone quale ”materiale d’abbandono”: nonostante le vibrazioni e lo sfregamento delle corde, è poco probabile che si apra la leva del moschettone (anche se senza ghiera). Inoltre, anche con la leva aperta, i moschettoni certificati UIAA hanno una tenuta minima di 7 kN, sufficienti per sostenere le forze generate durante una calata.

La corda superiore può svitare la ghiera. Fonte: M. Bognuda

La corda superiore in contatto con la ghiera può svitarla. Fonte: M. Bognuda

È buona regola che per l’arrampicata sportiva (come pure per l’alpinismo) bisogna affidarsi solamente a materiale testato e pensato per le attività in montagna (e quindi contrassegnato con il marchio UIAA – CE o EN). L’utilizzo di materiale ”da ferramenta” come in questo caso, può risultare molto pericoloso.

Chiaramente il discorso si fa più complesso per quanto riguarda le soste: molto spesso, al posto di un moschettone o di un anello, per la calata viene lasciato uno (o due) maillon-rapide. Se non è possibile lasciare altro materiale, invitiamo gli ”apritori” ad utilizzare catene e maglie rapide normate EN e chiudere la ghiera con una chiave (eventualmente incollando il filetto). Per i ripetitori assicurarsi che lo sfregamento delle corde non vada a svitare la ghiera (problematica meno importante in caso di calata in corda doppia). In caso di dubbio è sempre possibile rinforzare la sosta abbandonando un moschettone.

Indipendentemente dal pericolo di apertura delle maglie rapide ci teniamo a sottolineare di non utilizzarle come materiale d’abbandono: spesso sono difficili da rimuovere (senza attrezzi) e, nel caso di placchette con foro stretto, la presenza di una maglia rapida rende impossibile moschettonare direttamente lo spit obbligando a inserire il rinvio nella maglia rapida la cui tenuta è difficile da valutare. Anche nel caso di piattine con foro ”largo”, la presenza di una maglia rapida bloccata può rendere più scomodo l’inserimento del rinvio.

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Sono Züghi e sono un'aquila di Sotaregn...

28 comments

  • I maillon dovrebbero essere impiegati per scendere in doppia e non a moulinette..
    Se impiegati a moulinette la corda o le corde che scendono dovono AVVITARENE la ghiera..
    Poi NON si deve utilizzare un maillon con un diametro del filo da 4mm (vedi foto) perché con la relativa leva che si genera a ghiera aperta vuol proprio dire andarsela a cercare!

  • Io uso anche i grilli, in eventualità eccezionali come questa calata. L’importante è valutare il verso delle corde in calata, sulla maglia rapida o sul grillo. Basta che la corda tenda ad avvitare il dado piuttosto che a svitarlo. Ci vuole un po’ di buon senso e di ragionamento, prima di calarsi. Chi fa lavori su fune, questo la sa bene. Dovrebbe esser insegnato a tutti i corsi di arrampicata. Certamente poi meglio sarebbe se fosse fissata con attrezzo, di solito mai disponibile quando succedono questi accadimenti.

  • L’incidente è avvenuto perchè l’infortunato si è fatto calare, provocando lo svitamento della ghiera. Se fosse sceso in corda doppia non sarebbe accaduto. Tutte le maglie rapide, anche non certificate ed economiche, sono sufficienti a sopportare il peso di una persona, anche con la forza dinamica della discesa in doppia.

  • Da oltre venti anni vado in montagna e mi sono sempre appeso ai maglia rapida e soprattutto a quelli che si trovano già sulle soste attrezzate….l’unico accorgimento è controllare SEMPRE che sia avvitato, se è ben avvitato per sostenere il peso di una calata in doppia basta un diametro anche esiguo…

  • Una soluzione semplice c’è: usare un moschettone come materiale d’abbandono. Tutti hanno in giro un vecchio rinvio che non usano più: ecco trovati 2 moschettoni d’abbandono sicuri e pronti all’uso! Per un po’ siete a posto e se dovete abbandonare materiale per più di un paio di volte l’anno forse avete sbagliato sport… :D.
    Poi tutte le teorie di certificazioni, test di tenuta, calate con prusik, eccetera sono sicuramente giuste ma lasciano il tempo che trovano.

  • Bravo caro signor anonimo, pure io se avessi un negozio di ferramenta consiglierei solo maglie rapide da 15 euro l’uno (alla
    fine sono uguali alle altre) così alla fine dell’anno ci starebbe pure una bella vacanza ai tropici….allora tagliamo la testa al toro e mettiamo solo moschettoni in sosta o rinvii!!! ….così noi te li fottiamo (

  • Non tutte le maglie rapide che sono in commercio sono adatte per cose simili e tantomeno hanno lo stesso prezzo. Dal ferramenta si possono trovare sia quelle buone (certificate) che quelle economiche, dipende solo da cosa si sceglie di acquistare. Le maglie rapide che sono in foto sono di scarsa qualità, lo si capisce dalla cromatura e rifiniture scadenti, infatti costano una manciata di centesimi al pezzo. Quelle buone costano è vero, ma ti assicurano anche una tenuta nettamente superiore. Non si può avere un prodotto di qualità elevata ad un prezzo irrisorio. Vale davvero la pena risparmiare qualche euro a discapito della propria vita?

    P.S.: per la cronaca, ho un negozio di ferramenta, e vi posso assicurare che in materia di DPI io consiglio sempre il meglio ai miei clienti, però mi sento sempre dire “è troppo caro, va bene anche quello più economico”; oppure persone che non usano affatto i DPI perché ritenuti superflui. Vi potrei anche raccontare di ponteggi per edilizia non ancorati per non spendere “soldi inutili” nell’acquisto dei tasselli adatti. Sino a quando va tutto bene…ok, quando qualcosa va storto…”è stata una disgrazia” oppure “è stato un incidente” ecc ecc ecc.

  • Chi ha provato a fare una doppia da un singolo punto sa che è una manovra molto pericolosa oltre che scomoda, nei precedenti commenti leggendo con attenzione la sequenza più corretta viene fuori, riassumo: 1-maglia rapida con la ghiera avvitata verso il basso, 2-corda passata da fuori a dentro se ghiera sta a sx, da dentro a fuori se ghiera sta a dx, 3-machard sulla corda che viene dal basso per ridurre l’altezza di caduta in caso del cedimento dell’unico ancoraggio, 4- se con due mezze o gemelle passare e farsi calare su una sola corda. Comunque rispettiamo le disgrazie altrui e cerchiamo di ricavarne insegnamenti utili piuttosto che criticare…Giampiero.

  • io lascio sempre anche un cordino lasco, se la maglia non tiene almeno posso rimediare!!!
    ma che distanza c’era tra i rinivii? se non ci si fida si può fare un prussick o marchand sulla corda che sale, così se la sosta cede, si rimane appesi all’ultimo rinvio.
    mi domando? perchè non fare una discesa in doppia?

  • Sarebbe buona norma, qualora ci si calasse su un punto che non sia una sosta (e in alcuni casi anche in quest’ultima situazione) predisporre un prusik sulla corda passante per tutti i rinvii e ancorarlo in vita. man mano che si scende si fa scorrere il prusik verso il basso, si tolgono man mano i rinvii e si ha sempre una sicurezza maggiore di non arrivare a terra. Se l’ultimo ancoraggio infatti dovesse malauguratamente cedere, il volo sarebbe di pochi metri, in quanto ci si andrebbe a fermare sul rinvio immediatamente sottostante non ancora tolto. Resto dell’idea che la maggior parte degli incidenti in montagna, anzi, la quasi totalità, sia da attribuire a sbagliate valutazioni da parte degli arrampicatori (errate valutazioni dell’ambiente, del meteo, del rischio, della preparazione propria e del compagno ecc…)
    http://4.bp.blogspot.com/-o-aJcDs5NUs/U0qVSovpj4I/AAAAAAAAjko/YHr3ih15MrY/s1600/Calata.jpg

  • Se proprio si vuole usare un dispositivo filettato (che si apra solo in una delle due direzioni), la ghiera rotante va posizionata in modo che si avviti andando verso il basso, così la gravità non la apre, e rivolta in modo che l’eventuale sfregamento con la corda la chiuda anziché aprirla, esattamente come avviene per i pedali di ogni bicicletta.
    Ad esempio l’oggetto della foto dell’articolo andrebbe posizionato ruotato di 180° sul piano della foto e la corda scendendo dovrebbe uscire dalla foto verso l’alpinista.
    Sono solo modi per diminuire le probabilità di particolari incidenti, niente di più.

  • Un incidente simile ha portato alla morte di un mio amico, in una falesia francese, qualche hanno fa… Nel suo caso erano stati posti in parete dei preparati, come rinvii “fissi”, con maglie rapide del diametro di 8 mm sul fix. Il mio amico, durante un tentativo sulla via, ad una distanza di 1 m dal rinvio, chiese al compagno di essere bloccato e si appese alla corda. La maglia rapida si aprì come in figura e lo fece precipitare per parecchi metri: la caduta gli procurò un impatto violento contro un blocco di testa (indossava il casco!) . Morì qualche ora dopo in ospedale. Abbiamo fatto fare anche delle prove di tenuta dalla ditta Kong su maglie rapide omologate, scoprendo che sui diametri inferiori o uguali ad 8 mm le tenute sono davvero irrisorie se la ghiera di chiusura della maglia rapida stessa si trova accidentalmente aperta!!!

  • solitamente quando ci si cala da un tiro che non si finisce si fa passare una sola corda e l’altra viene recuperata dall’assicuratore e sfilata dai rinvii usati in salita da quello che scende….è un lavoro più difficoltoso per chi cala perchè deve mollare una corda e recuperare l’altra ma questa è la tecnica più sicura e anche quella da manuale

  • Mi associo a quanto detto da Davide.
    Da quello che succede agli altri dobbiamo solo che imparare. Tutte questa considerazioni, molto interessanti, non ci sarebbero state senza questo incidente.
    Dal punto di vista tecnico, le maglie rapide certificate spesso hanno una diversa filettatura (non tutte) ad hoc per evitare che si sviti per vibrazione. la disponibilità di una chiavetta sicuramente aiuta.
    Molto importante è la capacità di comprendere le limitazioni di una specifica attrezzatura; in tal modo il suo corretto utilizzo aiuta nella prevenzione degli incidenti. In caso contrario la certificazione lascia il tempo che trova.

  • ritengo sia molto importante cercare di comprendere e analizzare le cause delgi incidenti per imparare da essi, credo che sia comunque altrettanto importante mantenere il rispetto verso chi e’ stato vittima di un incidente, anche perche’ alle volte e’ solo un caso che il destino si sia accanito su qualcun altro e non su noi stessi. Dalla foto sembra indubbiamente una maglia da 5mm, non da 4, quindi in realta’ pur se trattasi di articolo non certificato, una volta chiusa ha una tenuta piu’ che sufficiente allo scopo per cui e’ stata usata. Pensando a cosa avrei fatto io al posto dello sfortunato arrampicatore credo avrei potuto tranquillamente usare una identica maglia per farmi calare. Probabilmente avrei inserito dentro una corda sola ma in tutta onesta’ intellettuale e’ probabile che non sarei stato consapevole che l’introduzione della seconda corda avrebbe comportato un reale rischio di svitamento. Eppure faccio queata attivita’ da 30 anni. In bereve la mia riflessione: saro’ forse impreparato anche io, ma in tutta sincerita’ a chi non e’ mai capitato di dover fare delle calate su soste indeguate? certo se ci e’ capitato e possiamo ancora scrivere qui sopra vuol dire che siamo stati graziati, ma se ci fosse andata male allora voleva dire che eravamo impreparati?
    davide

  • … fa passare le due mezze corde che sta utilizzando per la scalata e si fa calare al suolo…se ne avesse passata solo una forse non si sarebbe svitata…materiale scadente o poca preparazione tecnica?

  • Vorrei correggere, se posso, chi ha scritto l’articolo ha commesso un piccolo errore. Le attrezzature per alpinismo (e arrampicata) rientrano nei DPI ovvero quei dispositivi che l’utilizzatore porta con se’ per proteggerlo da un rischio per la sua salute e/o la sua sicurezza. Tutti i moschettoni, le imbracature, le corde, gli anelli di fettuccia ecc… sono DPI e rispettano la Direttiva 89/686/CEE. Ovviamente le maglie rapide da ferramenta no. Indipendentemente dalla loro tenuta e dalle dimensioni ciò che deve essere verificato, prima dell’utilizzo per l’arrampicata e l’alpinismo, è la conformità alla DIR/89/686/CEE dei componenti che intendiamo utilizzare per la sicurezza della progressione. Chiaramente qui l’errore commesso è davvero grossolano, si è utilizzato un componente che non solo non ha i requisiti della DIR/89/686/CEE (che è un’obbligo per coloro i quali di professione e/o per scopi associativi danno in uso le attrezzature ad altri) ma della cui resistenza e del processo di fabbricazione non si sa nulla, pertanto la resistenza (qualora sia stampata sull’oggetto) non è certificata da alcun organismo di parte terza, pertanto il processo produttivo e ciò che è stampato sopra all’oggetto sono mere indicazioni senza alcuna garanzia da parte di nessuno. E l’accaduto lo dimostra.

  • Non voglio sembrare bacchettone .…questo però è l’abc dell’arrampicata! Nella tragicità della cosa non si può non fare una riflessione sulla natura dell’errore.

  • Mi è stato detto che la maglia piegata era del 5. Dopo l’incidente sono stati fatti dei test di tenuta con questi risultati (purtroppo non avevano una maglia da 5 mm):
    Maglia 4 mm: 95 kg
    Maglia 6 mm: 230 kg
    (lo so che la forza andrebbe messa in N… ma almeno si capisce).

    In ogni caso davvero poco…

  • Pur considerando la tragicità dei fatti la battuta di Dr.michelio é divertente. Ma quanta merda hanno nella teste alcune persone per scrivere cose del genere…
    ps. io che mi diverto probabilmente ne ho altrettanta…perlomeno ho un po di pudore nel mostrarla…

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