Arrampicate olimpiche?

Arrampicate olimpiche?

È notizia delle ultime settimane che l’arrampicata sportiva è tornata di prepotenza come possibile candidata (all’interno di una “shortlist” con altri 4 sport) per le Olimpiadi 2020 di Tokyo. Già dalle prime competizioni degli anni ’80 si sogna di far diventare l’arrampicata sportiva una disciplina olimpica per aggiungere “l’ultimo movimento umano di base che ancora manca tra le discipline dei 5 cerchi” (citando le parole della IFSC: la federazione internazionale di arrampicata). A questo traguardo si era giunti molto vicini proprio per i giochi Olimpici 2020, salvo poi essere scartati all’ultimo dal comitato Olimpico a favore di una reintegrazione della lotta. Usciti dalla porta si potrà forse rientrare dalla finestra: la nazione ospitante ha il diritto di proporre alcuni sport particolarmente popolari a livello locale e in questo caso è stato proposta proprio la scalata (oltre a Baseball, Surf, Skate e Karate) perché anche in Giappone, come pure in molte nazioni vicine, si sta vedendo un proprio e vero boom della disciplina (in Giappone si calcola che ci sia più di mezzo milione di arrampicatori, mentre a livello globale si è passati dai 25 milioni ai 35 milioni solo tra il 2013 e il 2015).

La palla passa ora di nuovo al comitato olimpico che deciderà durante le Olimpiadi di Rio 2016 se ammettere nuove discipline (e quali). Attualmente sono già assegnate in totale 306 medaglie (d’oro) e si conta di arrivare a 310: questo lascia spazio a 2 sport se si assegnano due ori (maschile e femminile) per ogni sport.

COME SI DIVENTA SPORT OLIMPICO?

Non è per nulla semplice entrare nel gotha degli sport olimpici. Bisogna dimostrare di avere le carte in regola e tra i vari requisiti è importante mostrare di avere una struttura internazionale che cura gli aspetti agonistici (a sua volta supportata dalle varie federazioni nazionali) e bisogna pur mostrare di avere delle competizioni organizzate in modo molto professionale. Oltre a ciò bisogna avere un “peso politico“: attorno allo sport – e agli sport olimpici in particolare – gli interessi sono giganteschi e spesso sono proprio questi interessi (leggasi soldoni) a far pendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra. A tal proposito vale la pena ricordare che per il 2020 era stato deciso di togliere la lotta quale sport olimpico: tale scelta ha sollevato un polverone visto che, oltre ad essere una disciplina “storica” (presente fino dall’antichità), possiede un gran seguito (e quindi peso politico) in molte nazioni. Da qui la decisione abbastanza scontata di reinserirla, in quel caso a scapito di arrampicata, baseball e squash.

Sebbene ci siano competizioni internazionali ben organizzate da molti anni, storicamente (e quasi per scelta) l’arrampicata è sempre stato uno sport di nicchia, lontano dal “mainstream”. È però vero che negli ultimi anni, complici molti fattori, abbiamo assistito ad un boom dell’arrampicata. Questo aumento di appassionati e di interesse ha convinto anche grandi marchi sportivi a “buttarsi nella mischia”: segno che anche l’arrampicata comincia ad avere un certo appeal (e di conseguenza un peso politico).

FORMULA (UNO…)

Jan Hojer - fonte IFSC

Jan Hojer – fonte IFSC

Quello che più fa discutere tra gli appassionati è la formula che si vuole adottare per le competizioni (chiaramente identica per maschi e femmine). La formula presentata prevede che ogni atleta si confronti con una prova per ogni specialità (Lead, Boulder e Speed) e poi la classifica finale viene stilata facendo la media dei tre risultati. Sicuramente si è cercato di limitare la richiesta di medaglie a due (una maschile e una femminile) e non volendo decidere tra una delle tre specialità si è deciso di non decidere.

Purtroppo questa scelta è infelice: oggigiorno non molti atleti concorrono (con buoni risultati) sia nel lead (arrampicata di difficoltà con la corda) che nel Boulder. Praticamente nessuno partecipa alle competizioni di tutte e tre le discipline. Se già tra il boulder e il lead c’è una grande differenza, non solo a livello di competizioni ma soprattutto a livello di preparazione, se si amplia il discorso anche allo speed praticamente stiamo parlando di un altro sport: sarebbe un po’ come se si volesse assegnare la medaglia per la corsa facendo una media tra 100m, 3000 siepi e maratona. Usain Bolt cosa ne penserebbe?
Questo mix avrebbe però pure un risvolto positivo: darebbe delle possibilità di vittoria a molti “outsiders” che sanno difendersi nelle tre specialità senza però eccellere in nessuna (e quindi non avendo chances in coppa del mondo) ma di certo questo rimescolamento dei valori in campo renderebbe difficile inquadrare la competizione (a meno di non adottare questo format già nella coppa del mondo dei prossimi anni).

C’è da tenere presente l’importanza di presentare uno spettacolo “avvincente” e “spettacolare” anche per un pubblico che non conosce questo sport; la domanda è se effettivamente questa formula possa andare in questa direzione o se invece diventi solamente un noiosissimo gioco di chi “perde meno”.

SI O NO?

Speed climbing - Fonte youtube

Speed climbing – Fonte youtube

Ogni appassionato di uno sport sogna, magari anche solo inconsciamente, di poter rappresentare la propria nazione alle olimpiadi o perlomeno poter seguire i propri beniamini in quella che per molti sportivi è la manifestazione regina. A maggior ragione per l’arrampicata sarebbe interessante uscire una volta per tutte dalla concezione di “sport di nicchia” e consacrarsi ad attività sportiva a tutti gli effetti. È altresì vero che, come abbiamo già sottolineato in altri articoli, per certi versi una crescita a dismisura del numero degli arrampicatori porrebbe gravi problemi: l’arrampicata (esterna) si pratica spesso in ambienti e luoghi molto fragili, come sono fragili i rapporti con proprietari di terreni dove sorgono falesie e boulders. Un grande aumento rischierebbe di incrinare ecosistemi e rapporti che già oggi sono messi a dura prova.

In ogni caso a questo punto non sta a noi poveri climbers decidere ma dovremo giusto accettare il responso del CIO. Vale ancora la pena citare il sondaggio fatto da 8a.nu dove si evidenzia come un 32% avrebbe preferito avere il boulder quale unica disciplina, il 21% la combinata (L,B,S), il 15% il lead, il 6% il deep water soloing (arrampicare sull’acqua senza corda) ma il 25% avrebbe preferito che l’arrampicata non diventasse per niente sport olimpico!

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Sono Züghi e sono un’aquila di Sotaregn…

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